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Nicola pre Cagliari-Roma: «Serve coraggio sorretto dall’umiltà»

L’allenatore rossoblù parla alla vigilia della sfida interna con i giallorossi: «Il gap fra noi e loro deve essere colmato». Nicola pre Cagliari-Roma

L’allenatore del Cagliari, Davide Nicola, ha parlato in conferenza stampa prima dell’esordio nel campionato di Serie A contro la Roma. Nicola pre Cagliari-Roma: partendo dalla vittoria in Coppa Italia con la Carrarese davanti ai propri tifosi e dall’emozione di debuttare in casa anche nel massimo campionato, il tecnico piemontese ha espresso le proprie considerazioni.

«Dopo aver visto come ci ha accolto la gente direi che in questo momento si può parlare soltanto della voglia di tornare a giocare in casa davanti al nostro pubblico perché la sensazione è stata piacevolissima e ci siamo resi conto soprattutto dell’aiuto che ci può dare – ha esordito l’allenatore del Cagliari – . Quindi una sensazione ed un’emozione di assoluta consapevolezza, di sapere che giochiamo in casa davanti alla nostra gente, che abbiamo il desiderio di coinvolgerla e che incontriamo una squadra molto forte e capace».

Quattro gli assenti annunciati:

«Restano indisponibili Viola, che sta completando il recupero e la prossima settimana dovrebbe aggregarsi al gruppo, e Zortea, che deve ancora smaltire. Abbiamo avuto qualche problemino con Jankto, dobbiamo valutare. Manca ovviamente anche Mina, squalificato».

Nicola dà quindi una serie di letture sui singoli, a partire dai centrocampisti, per proseguire con Luperto e Luvumbo, l’ultimo arrivato

«Mi concentro sui giocatori a disposizione, e sicuramente non parlo di sfoltimento. Conta solo la rosa che andiamo ad incontrare. I giocatori che ho a disposizione a centrocampo si stanno impegnando molto. Marin l’ho conosciuto così, non so come l’abbiate conosciuto voi prima. Io l’ho avuto ad Empoli e le potenzialità erano queste, e per il suo ritorno quando sono arrivato qui sono stato piacevolmente sorpreso. Prati è un giocatore assolutamente qualitativo che sta lavorando molto nella fase di non possesso, in cui deve migliorare nei tempi. Ma è un 2003 e ha un’intelligenza tattica importante. Makoumbou non ha saltato un allenamento, Adopo si allena, ovviamente Deiola ha ancora caratteristiche diverse. Quindi da questo punto di vista siamo completi, non completissimi, ma quelli che abbiamo sono quelli che mi interessano».

«Luperto l’ho avuto, lo conosco, quindi è ovvio che c’è una comunicazione più immediata. Ma già accade anche con altri. Luvumbo è un giocatore che a me piace molto per l’interpretazione e la capacità di variare il suo modo di giocare. Non è assolutamente scontato, ha una parte istintiva fondamentale che io voglio assolutamente conservare, che deve essere integrata all’interno del gruppo squadra. Per me l’istintività è una forma di intelligenza fondamentale. Ovviamente un giocatore che vuole ambire a diventare sempre più forte deve imparare a relazionarsi bene con i compagni e decidere quando usare l’istinto e quando invece utilizzare l’interpretazione di una relazione di gioco. Credo che sia stato costantemente presente in tutti gli allenamenti e che abbia il desiderio anche lui di apprendere nuove cose. Questa è la strada, può essere utilizzato in varie parti del campo, deve solo continuare a fare quello che sta facendo».

«José Palomino è arrivato, l’ultima partita che ha giocato è stata a gennaio, mi pare, ma si è allenato con l’Atalanta fino ad aprile. Poi hanno preso scelte diverse lui e la società. Ma è un professionista serio, è arrivato molto preparato per condizioni fisiche e di forza. Quindi capacità condizionali sempre tenute in allenamento e con la serietà di un professionista. È chiaro che gli manca l’allenamento con la squadra. Ha iniziato a farlo e lo porterò in panchina. Il processo di integrazione non è solo tecnico-tattico ma è anche rendersi conto del gruppo e dello stadio e di ciò che è venuto a fare. Ha dimostrato grande volontà, umiltà e voglia di far vedere che ha ancora molto da dare. Questo ha colpito me e il direttore. Quindi ha il tempo per crescere, ma non vogliamo perdere tempo. Palomino centrale destro anche se è mancino? Non ci si meraviglia se un destro gioca a sinistra. E a me piaceva farlo quando giocavo. Tutto è possibile se c’è la volontà del giocatore, se c’è la consapevolezza di quello che uno vuole raggiungere e dimostrare. Quindi secondo me può giocare in quel ruolo».

«Mina sta proseguendo la sua preparazione. Ha alternato sedute con i compagni ad altre in cui doveva alternare il lavoro mancante. Prosegue, è squalificato e quindi ha un’altra settimana ulteriore per incrementare la sua preparazione».

Quanto alla Roma e alle sue capacità, Nicola afferma:

«Quando le idee di gioco ci sono e c’è la qualità dei giocatori il mix può diventare performante. Starà a noi esprimere noi stessi e limitare le capacità dell’avversario. Anche la Roma è però all’inizio del campionato, certi automatismi non saranno perfetti come non saranno perfetti i nostri, quindi il gap fra le due squadre deve essere limato con la dedizione e la capacità di interpretare la partita e il momento della partita. Con un coraggio sorretto all’umiltà. Quando abbiamo la palla noi mi piace che la squadra giochi ed esprima se stessa, sapendo che dall’altra parte c’è una squadra che farà altrettanto. Il passaggio da una fase all’altra dovrà essere interpretato in modo maniacale. Sappiamo che non è facile, ma non lo sarà neanche per loro se saremo in condizione di esprimere noi stessi».

Il tecnico piemontese si è espresso anche sul suo rapporto con De Rossi.

«De Rossi è assolutamente un allenatore e una persona che stimo. Ci sentiamo saltuariamente, è una persona davvero che ammiro e apprezzo, sia per come si pone che per le idee di gioco. Incontrare una squadra così competitiva e forte ci costringe subito ad alzare l’asticella, ed è un bene per noi stare sul pezzo. Abbiamo bisogno di un’identità forte. Sarà una partita in cui al di là di questo dovremo dimostrare la personalità necessaria, dimostrando la nostra identità e coinvolgendo la gente. Sul piano tattico cambieranno alcune situazioni perché loro giocano in un modo diverso, e sono molto abili negli spazi, nelle letture. Però è un tipo di partita che ti aiuta a crescere perché devi essere costantemente attento, relazionandoti con i compagni e con un avversario che ha sicuramente giocate di qualità. Per noi sarà quindi un inizio di campionato interessante da questo punto di vista. Sono curioso di vedere la mia squadra in tutte le dinamiche possibili».

Sull’intesa Prati-Marin.

«La sintonia non è fra due giocatori, ma col gruppo squadra. Chiaro che chi è abile a costruire il gioco, a disegnare traiettorie con i passaggi, è portato naturalmente a quella sintonia, si capisce quasi al volo. Ma dev’essere esclusivamente fra gli interpreti di un’intera squadra, ci sono le due fasi e non si ha sempre solo la palla. Lo sto vedendo, mi sta piacendo, e credo che alla gente piaccia che la squadra scenda in campo per dare il meglio di quello che ha. Il resto verrà. Con i ragazzi non parlo mai del risultato. Per noi domani sarà importante soprattutto fare una prestazione a livello di squadra e individuale. Quello lo possiamo fare, abbiamo un grandissimo rispetto per l’avversario di turno ma sappiamo anche che nel campionato incontreremo squadre capaci di metterci in difficoltà con le loro caratteristiche, e dunque saperle interpretare e mettere la giusta personalità in base a chi abbiamo di fronte».

Il calciomercato sarà aperto fino al 30 agosto.

«Sono contento dei centrocampisti che ho a disposizione – ha assicurato Nicola –. Le idee che abbiamo sul mercato con la società e il direttore sono certe, credo che questo tipo di partita sia un ulteriore step di miglioramento, di sudare la maglia ed esprimere noi stessi. Ma allo stesso tempo ci dà anche la direzione di ciò che serve. Ogni partita dà comunque un insegnamento. Non mi concentro su quello che mi manca prima della partita. Non credo che a questa squadra manchi qualcosa, semmai bisogna valutare se quello che vogliamo fare è in linea con quello che faremo. Questa valutazione sarà fatta a stretto giro di posta, manca posto alla fine del mercato e non vedo l’ora che finisca. Il resto non mi interessa, si può essere competitivi e la competitività parte dalla testa e dalla conoscenza di quello che vuoi fare».

Inevitabili alcune domande sul caso Dybala e sulle opzioni offensive della Roma.

«Paulo è un giocatore devastante, mi aspetto che giochi e che possa partire anche dall’inizio. La Roma ha Dybala e altri giocatori ai quali dovremmo prestare molta attenzione. Per limitarli ed esprimere noi stessi».

«L’unico nostro vantaggio qualora non giocasse è giocare da squadra, con un’organizzazione feroce in certi momenti. Capire che hai di fronte giocatori con capacità di esecuzione importanti. Al di là dei singoli, credo che una squadra è competitiva quando raggiunge un equilibrio nelle due fasi e si gioca le sue chances. Non possiamo partire dal presupposto che non possiamo competere. Vogliamo competere e il campo dirà dove dobbiamo lavorare. Per me esiste solo il ciclo settimanale».

Quanto al ruolo di Piccoli, il tecnico rossoblù spiega:

«Ha caratteristiche per giocare da prima e da seconda punta. Quando uno ha quel tipo di caratteristiche 10 metri più interno, 10 metri più esterno cambia poco. Cambia solo che devi coordinarlo con altre caratteristiche. La scelta della Coppa Italia nasce dal fatto che nel precampionato c’eravamo allenati molto bene e c’erano le condizioni per giocare così, dando un segnale a loro. Continueremo, modificheremo, giocheremo con un trequartista e due punte, con due trequartisti e una punta, con due punte con caratteristiche analoghe o diverse fra loro. Dipenderà dall’avversario e dalle sue caratteristiche».

Nicola ha poi detto la sua sul campionato di Serie A.

«È sempre competitivo, ci sono novità e nuove idee. Una squadra deve impiegare il proprio tempo per prepararsi al meglio e mostrare un’identità. Nel lungo periodo se lavori raggiungi quello che vuoi. Sarà come gli altri, c’è da lottare».

Sulle scelte tattiche in attacco.

«Vorremmo continuare ad attaccare, se possibile, con 5-6 giocatori, perché questo è il numero giusto che ti permette di avere un equilibrio. Il problema è che la mancanza d’equilibrio è data anche dalle capacità dell’avversario. Quindi sappiamo questo e che la Roma sa fare questo. Ma dobbiamo essere convinti di quello che proponiamo, credo che la Roma si possa mettere in difficoltà. Poi vedremo cosa dirà il campo».

Redazione Cagliari1920news

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