Fabio Liverani manager of Parma Calcio 1913 gestures during the Serie A match between AS Roma and Parma Calcio 1913 at Stadio Olimpico, Rome, Italy on 22 November 2020. (Photo by Giuseppe Maffia/NurPhoto via Getty Images)
Il Cagliari ha il suo timoniere. Fabio Liverani è l’allenatore per la stagione 2022-2023, quella che nelle intenzioni della società dovrà essere ‘della rinascita’ dopo una retrocessione in B che grida vendetta per come è maturata. Nato il 29 aprile 1979, da calciatore è stato delizioso regista di Perugia, Lazio, Fiorentina e Palermo ma ha militato anche nella Primavera del Cagliari, con cui tuttavia non è riuscito ad esordire in Serie A. Cagliari cantiere aperto: ora toccherà a lui provare a riportare i rossoblù dove li compete, anche se la rosa è ancora tutta da definire, con le cessioni che continuano e gli acquisti che stentano a concretizzarsi.
Il gioco del tecnico rossoblù prevede costruzione del gioco dal basso palla a terra coi centrali difensivi, spinta dei fluidificanti per tenere alta la squadra, istruzioni ai centrocampisti di gestione dei ritmi del match con un palleggio pragmatico, attacco della porta avversaria con diversi uomini, richiesta alle punte di un intenso lavoro per i compagni. Il suo 4-3-2-1 corto è un sistema in grado di esaltare le caratteristiche realizzative delle mezzali e dei trequartisti .
A Lecce ha plasmato una piccola squadra a sua immagine e somiglianza. Pragmaticità ed efficacia furono la chiave per far rendere la squadra salentina nel miglior modo possibile. Una formazione che giocava bene e faceva divertire il suo pubblico. Petriccione fu fondamentale con le sue geometrie, Falco e Lapadula gonfiavano quella rete a più non posso, consapevoli di essere i co-autori di un capolavoro.
Il 3 Febbraio 2020 arrivò la consacrazione del mondo del calcio, quel riconoscimento meritato: la panchina d’argento 2018/2019 è sua. L’aver portato i salentini nella massima serie con quel tipo di gioco, del resto, non è da tutti e resta al momento il risultato più importante ottenuto da Liverani in panchina. In Serie A, infatti, l’allenatore romano non ha saputo ripetersi, palesando difficoltà soprattutto nella fase difensiva: 18° posto e retrocessione con i salentini nel 2019/20, peggio ancora nella stagione seguente, quando è arrivato l’esonero a stagione in corso dalla panchina del Parma.
Tra i pali sicuramente Radunovic si candida a raccogliere l’eredità di Cragno. La difesa a quattro potrebbe vedere Zappa a destra, Altare e il giovane Palomba al centro (Goldaniga potrebbe partire ma in caso di permanenza sarebbe un’alternativa, mentre Walukiewicz ha chiesto da tempo la cessione) e lo slovacco Obert a sinistra.
A centrocampo oltre a Deiola ci sono i giovani Kourfalidis, Ladinetti, Biancu e Lella, più l’esperienza di Faragò. Andranno valutati anche Cavuoti e Bruno Conti Junior, entrambi provenienti dalla Primavera, che proveranno a convincere Liverani a dar loro una possibilità in Serie B.
Per quanto riguarda le entrate, praticamente chiusa la questione Di Pardo, il Cagliari prova a inseguire uno fra Lapadula o Aramu per il reparto offensivo. Ma la concorrenza è tanta e i soldi pochi. Intanto per il tecnico rossoblù ci sarà a disposizione Nicolas Viola, che arriva da una lunga inattività. Ingaggiato a parametro zero, l’ex Benevento porterà la sua esperienza. Un rinforzo tutto da verificare e che non potrà essere l’unico necessario ad una squadra che ha ancora bisogno di rattoppi nei ruoli più scoperti.
Cagliari cantiere aperto: il reparto avanzato consta al momento di Pavoletti (anche lui messo sul mercato dal club e in trattative con il Pisa) e Luvumbo, il veloce angolano che merita una possibilità in Serie B dopo esser parso devastante nello scorso campionato Primavera 1, ma anche di Gagliano. Per la trequarti tanti giovani potranno giocarsi le loro possibilità: su tutti il gioiellino Desogus, nazionale italiano Under 20, con lui i fratelli Mateo e Lisandru Tramoni (ma quest’ultimo potrebbe anche restare un altro anno in Primavera) ed Isaias Delpupo, fresco di convocazione con la Nazionale Under 20 dell’Argentina.
Saremo dinanzi a stagione senza proclami e senza l’ambizione dichiarata di tornare subito in Serie A e il tutto dovrà essere fatto con logica, nella speranza che i giovani non risentano del salto di categoria. Basterà? Probabilmente serve qualcosa di più, quei 4 giocatori di categoria in grado di trascinare il gruppo in un campionato di Serie B è molto attrezzato, con almeno altre sette squadre, tra retrocesse, grandi piazze e sorprese, che puntano alla serie A.
Gli interrogativi restano tanti. Chi saranno i calciatori a cui affidare la leadership della squadra? Senza Cragno, Ceppitelli, Nandez, Joao Pedro, Rog, Marin, Pereiro, chi porterà una compagine da rifondare verso i lidi che le competono? Il compito che attende Liverani non è semplice. Ci sarà non soltanto da ricostruire numericamente, ma servirà ritrovare spirito di gruppo e sacrificio per rendere il Cagliari il massimo esponente calcistico per i sardi un fortino nelle gare casalinghe e ostico da affrontare in trasferta dando filo da torcere a chiunque.
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