Bandiera del Cagliari, Mauro Valentini è stato un simbolo della squadra isolana a cavallo fra gli Anni ’80 e gli Anni ’90 del secolo scorso, e con la maglia rossoblù ha vissuto ben 8 stagioni, fra cui inizialmente gli anni dolorosi della Serie B e della Serie C, poi, con l’arrivo in panchina di Claudio Ranieri, l’esaltante cavalcata dalla C1 alla Serie A. Il difensore, 20° in assoluto per presenze in campionato con il Cagliari (210) è al 79° posto nella Top 100 Rossoblù.
Nato a Viterbo il 4 gennaio 1964, Valentini, pur non particolarmente alto (un metro e 78 centimetri per 74 chilogrammi) aveva nel colpo di testa e nei grandi mezzi fisici le sue qualità migliori. Abile in marcatura, sapeva disimpegnarsi con eguale efficacia nei ruoli di difensore centrale e terzino destro.
Valentini nella Top 100 Rossoblù: dopo essere cresciuto nelle Giovanili del Cagliari, fa il suo esordio in Prima squadra nella stagione 1983/84 in Serie B. A dargli fiducia è il tecnico Mario Tiddia. Il 30 ottobre 1983, allo Stadio Dino Manuzzi, contro il Cesena, Valentini entra all’89’ per sostituire Uribe. Quell’anno colleziona 17 presenze e un goal, l’anno seguente 12, poi saprà ritagliarsi un ruolo sempre più importante in squadra. Nel 1986/87 retrocede in Serie C1 con Giagnoni in panchina, due anni dopo è fra i protagonisti sotto la guida di Ranieri della Promozione in Serie B e della vittoria della Coppa Italia di Serie C.
Nel 1989/90, tornato in Serie B, totalizza 37 presenze e 3 reti, fra cui una nel 2-2 contro il Pisa che sancisce la matematica risalita in Serie A dei sardi, che chiudono il torneo al 3° posto. Il debutto in Serie A è traumatico, il 9 settembre del 1990 contro l’Inter di Trapattoni, reduce dallo Scudetto dei record. L’uomo che lui deve marcare, Jurgen Klinsmann, realizza infatti una spettacolare tripletta al Sant’Elia, dando il successo ai milanesi. Valentini si rifarà comunque con gli interessi, collezionandone in totale 32 gettoni in quella stagione, l’ultima per lui con la maglia Cagliari.
Lasciata la Sardegna giocherà ancora per 5 anni con l’Atalanta e nel finale di carriera con Lucchese e Viterbese. I tifosi rossoblù lo ricordano ancora oggi con grande affetto, come uno dei simboli della rinascita della squadra dopo gli anni bui della Serie C.
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