Crisi nera per il Cagliari, che rimane a quota 32 in classifica: i punti dal terzultimo posto rimangono comunque dieci.
C’è chi non pronuncia quella parola, che in fondo comunque pensa. Una parola che sembra così strana rispetto ai sogni di inizio dicembre, di Champions League, di Europa. Ancora possibile, il quinto, il sesto, il settimo posto. Ma prima meglio evitare sorprese e spazzare via la paura di una retrocessione statisticamente comunque possibile.
La decima gara senza vittorie del Cagliari comporterebbe di solito una situazione disastrosa in termini di classifica, ma grazie allo straordinario girone d’andata i rossoblù sono sì in crisi nera, ma non tale da dover lottare direttamente per la salvezza, almeno per ora.
Certo è che la quota 40 è ancora lontana, e nonostante otto punti in quindici giornate siano pochi da raggiungere, nelle ultime dieci ne sono stati raggiunti solo tre. Insomma. prevenire è meglio che curare.
L’ultima volta che il Cagliari non ha trovato la vittoria per dieci gare consecutive? Nell’aprile 2015, nell’anno della retrocessione, che arrivò con 34 punti, con la posizione di terzultima in classifica. Vecchi spettri che riappaiono? Per ora no, visto il bottino autunnale.
Maran ha cercato di spiegare che le troppe aspettative hanno spezzato la serenità, per ora lontana dal mondo Cagliari, spazzata via da quella rimonta subita contro la Lazio. Le sicurezze sono scomparse lì.
I punti dal terzultimo posto sono dieci, una distanza considerevole ma non roboante come alcune settimane fa. Per questo il Cagliari, seppur ancora in zona europea, deve prima guardarsi dietro di sè. Per puntare in avanti, per volare, serve prima avere i piedi per terra, equilibrio, sicurezza.

