Troppo recupero. Sette minuti esagerati. Assurdo. Tante parole, tante polemiche, tanti dubbi. Cagliari-Lazio si è risolta in favore dei biancocelesti in seguito i sette minuti di recupero, e trenta secondi, assegnati dall’arbitro Maresca. Da regolamento burocratico, tutto ok.
Sia Giulini che Maran al termine della gara non sono sbottati davanti ai microfoni, reputando esagerati i sette minuti ed evidenziando di sperare almeno che in futuro il metro per i minuti di recupero sia uguale.
Il presidente del Cagliari, Giulini, ha evidenziato che da regolamento il recupero doveva essere tale, di sette minuti. Sanitari cinque volte in campo, sei cambi. Matematicamente, sette minuti e trenta secondi.
Per ogni ingresso dei sanitari in campo, infatti, l’arbitro assegna un minuto di recupero: l’intervento dei medici può essere più breve o più lungo, ma lo standard rimane quello. Cinque volte in campo durante Cagliari-Lazio nel secondo tempo, cinque minuti.
In più sei cambi, che portano a trenta secondi in più per ogni sostituzione. Dunque, un totale di otto minuti, che hanno portato la gara ad essere chiusa poco prima del 99′.
L’utilizzo del VAR da parte dell’arbitro e lo stop relativo all’osservare lo schermo a bordo campo o parlare con la sala tecnologica, non ha per ora una tempistica di recupero esatta. Per questo motivo in diverse occasioni anche davanti a tre minuti persi per rivedere un azione, l’arbitro non recupera esattamente quanto dovuto.
Come invece accaduto in Cagliari-Lazio, causa regolamento netto per sanitari e sostituzioni. La domanda è: viene applicato così alla lettera, in maniera continua. No. Ma la sfida della Sardegna Arena potrebbe rappresentare un importante e burocratico precedente.

